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Alimentazione e carboidrati

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ALIMENTAZIONE E CARBOIDRATI

I carboidrati, oltre che in semplici e complessi, vengono classificati in base alla loro disponibilità. Si definiscono disponibili tutti quei nutrienti che possono essere utilizzati dall'organismo; al contrario, l'utilizzo di quelli non disponibili è impedito da difficoltà durante la digestione, l'assorbimento o la loro metabolizzazione.

Il corpo umano ha la capacità di depositare i carboidrati sottoforma di glicogeno. Si tratta tuttavia di riserve abbastanza limitate, quantificabili nell'ordine di 380-500 grammi. Se tali scorte glucidiche vengono ossidate liberano circa 2000 Kcal, sufficienti a mala pena per sostenere il fabbisogno energetico a digiuno e a riposo per 24-48 ore. Nell'individuo fisicamente attivo tali riserve si esauriscono con maggiore rapidità, indicativamente nel giro di 16-20 ore.

I depositi lipidici dell'organismo sono invece molto più abbondanti. Un individuo in buona forma fisica possiede infatti circa 12 Kg di massa grassa, che al momento del bisogno possono liberare fino a circa 100.000 Kcal.

L'organismo "preferisce" accumulare riserve energetiche sottoforma di lipidi anziché di carboidrati per due motivi: innanzitutto perché i lipidi sono più energetici (9 Kcal/g contro le 4 Kcal/g dei glucidi); inoltre nei depositi adiposi è presente pochissima acqua

Funzioni dei carboidrati
Il ruolo primario dei carboidrati, detti anche glucidi o idrati di carbonio, è quello di fornire energia all'organismo. Tali nutrienti rappresentano un substrato energetico ideale per più ragioni.

1) Innanzitutto perché dal loro metabolismo non si formano prodotti intermedi o sottoprodotti potenzialmente dannosi, al contrario di quanto avviene durante il catabolismo degli altri nutrienti. Da quello dei lipidi si formano infatti i corpi chetonici (acidosi), da quello delle proteine l'ammoniaca (tossica) e da quello dell'alcol l'acetaldeide (anch'essa nociva per l'organismo).

2) Alcuni tessuti (in primis quello nervoso) utilizzano il glucosio come fonte elettiva di energia. Solo in condizioni di digiuno prolungato il cervello ricorre ai corpi chetonici per soddisfare le proprie esigenze energetiche.

3) La disponibilità di carboidrati come substrato energetico consente di risparmiare le proteine corporee. L'organismo, infatti, è privo di riserve proteiche da utilizzare a scopo energetico.

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